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Domande frequenti
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Domande frequenti

LE DOMANDE DEL PAZIENTE

  • Buongiorno a tutta l'associazione AISC ed al comitato medico. Scrivo per mia madre 88 enne. Ricoverata al momento in ospedale per grave versamento pleurico causato da scompenso cardiaco. In realtà è il secondo ricovero a distanza di pochi giorni. nel primo durato 30 giorni oltre il drenaggio del liquido pleurico effettuato nei primissimi giorni tramite toracentesi, poi ho avuto l'impressione che al reparto di pneumologia si siano limitati all'uso di diuretici e cortisonici, abbiano cioè trattato gli effetti dello scompenso e nulla si sia fatto per il cuore , la vera causa dei problemi di mamma. Difatti dopo pochi giorni dalle dimissioni siamo dovuti rientrare per grave difficolta respiratoria con aumento della pressione sempre per il riformarsi di liquido pleurico che abbiamo dovuto drenare per la seconda volta. Ora è in medicina 1 e spero che si prenda in considerazione una terapia di farmaci dedicati al cuore e la sua difficolta nel ventricolo sx. Ho letto dell'ultimo farmaco sacubritil/valsartan che ho anche indicato ai medici del reparto che stanno studiando il caso mi dicono che bisogna valutare in quanto puo causare ipertensione. |…|

    Risponde il Prof. Salvatore di Somma, Direttore del Comitato Scientifico AISC

    Gentile Sig.******

    la ringrazio per la sua domanda.

    Nel corso dello scompenso cardiaco ,soprattutto in fase acuta ,si può assistere alla formazione di versamento pleurico come conseguenza di un grave stato di congestione generalizzata (tipica dello scompenso) oppure come conseguenza di un processo primitivo polmonare che a sua volta peggiora la funzione cardiaca e quindi lo scompenso.

    In buona sostanza Cuore e polmone sono entrambi significativamente contemporaneamente implicati nello scompenso cardiaco i fase acuta in maniera reciproca.

    Dalle informazioni ricevute è difficile dire se nel caso di sua madre sia necessario usare o meno corticosteroidei in mancanza di obbiettività clinica e strumentale che immagino invece che i medici che hanno in cura sua madre stiano attentamente valutando e che possono meglio valutare.

    Per quel che riguarda invece l'uso del farmaco sacubritil/valsartan esso è indicato in soggetti con funzione del ventricolo sinistro molto depressa e non so se questo è il caso di sua madre perché sarebbe necessario avere i dati dell'ecocardiogramma. Comunque posso assicurarle che tale farmaco non determina ipertensione, come da lei riferito al contrario ..ipotensione....credo che ci sia in tal senso un errore di comunicazione.

    Sperando di esserle stato di aiuto, non esiti a ricontattarci per ulteriori necessità.

  • .Sono un portatore di ICD biventricol da circa 6 anni, volevo sapere i benefici in un cuore ingrossato affetto da scc , grazie saluti

    Gentile Sig.******

    I benefici di un dispositivo come quello da lei descritto ICD sono legati in caso di scompenso cardiaco alla prevenzione della morte improvvisa da aritmie pericolose come le tachicardie e le fibrillazioni ventricolari. Le consigliamo di controllare sempre il funzionamento del suo dispositivo presso il centro dove è stato impiantato.

    Non esiti a contattarci per ulteriori informazioni.

  • . Sono un vostro associato, con scompenso cardiaco, da circa 10 anni dovuto a infarto anterolaterale, FE attuale 34%, da circa sei mesi in cura con farmaco ****** prima 24-26 mg da due mesi passato a dosaggio 49-51 mg, il mio problema è che ho un NT-proBNP molto alto che nonostante l'aumento del dosaggio non tende a diminuire, attualmente 1700 , volevo chiedere come è possibile diminuire questo marcatore, o se ormai la situazione è compromessa , premetto che non ho gambe gonfie o tosse, in caso di sforzo fisico dolore alla bocca dello stomaco con senso di nausea, la mia eta' 53 anni |…|

    Risponde il Prof. Salvatore di Somma, Direttore del Comitato Scientifico AISC

    Gentile Sig.******

    Grazie della sua domanda.

    La riduzione del NTproBNP come risultato a conferma del raggiungimento di un buon risultato terapeutico nello scompenso cardiaco è sicuramente un target importante. Tuttavia ci sono alcune situazioni nelle quali tale obbiettivo non è ottenibile; non tanto e non solo perchè magari il risultato terapeutico non sia soddisfacente.. ma solo perchè il valore di tale biomarcatore è inficiato da altre patologie concomitanti quali la Fibrillazione atriale o la insufficienza renale.

    In tali situazioni la valutazione del valore del NTproBNP deve essere considerato con scetticismo.

    Nel suo caso appunto, la situazione clinica sembra buona ed accanirsi nella riduzione dell'NTproBNP potrebbe non essere necessario...(se presenti fattori confondenti sulla interpretazione del biomarcatore).

    Comunque ,alla luce delle mie considerazioni, sono sicuro che parlandone con gli stimati colleghi del centro che già la segue troveranno la soluzione migliore per lei.

    Sperando di esserle stato di aiuto, non esiti a ricontattarci.

  • Volevo sapere i benefici di Entresto sul cuore e sulla FE. Io lo uso da circa un mese 24 - 26 mg

    Risponde il Prof. Salvatore di Somma, Direttore del Comitato Scientifico AISC

    Gentile Sig.******

    Grazie della sua domanda.

    I Benefici in pazienti che assumono terapia con Entresto sono stati evidenziati in un importante studio internazionale dove tale farmaco è stato confrontato con Enalapril, un altro farmaco usato da molti anni con successo per l'insufficienza cardiaca. I pazienti che hanno partecipato allo studio erano affetti da insufficienza cardiaca cronica con sintomi manifesti della malattia e ridotta frazione di eiezione del ventricolo sinistro del cuore. Nel gruppo trattato con Entresto, il 21,8 % dei pazienti è deceduto per problemi cardiaci e circolatori oppure è stato ospedalizzato per insufficienza cardiaca rispetto al 26,5 % (1 117 su 4 212) dei pazienti trattati con Enalapril. Durante tale periodo hanno assunto il medicinale mediamente per circa 24 mesi.

    Quindi è evidente che l'uso di Entresto si può associare ad aumento della sopravvivenza in pazienti con scompenso cardiaco cronico con frazione di eiezione ridotta ed ad una riduzione degli eventi acuti di scompenso di cuore.

    Dallo studio si evince anche che bisogna assumere il farmaco almeno per 24 mesi e comunque probabilmente finché è possibile,sempre monitorandone gli effetti tramite controlli periodici con il Cardiologo/Medico curante che la invitiamo a rispettare sempre.

  • Vi scrivo perché da un mese esatto io e la mia mamma siamo entrate a far parte del "club" dello scompenso cardiaco. Un mese esatto fa mia mamma che ha 72 anni ha avuto uno scompenso cardiaco acuto con acqua nei polmoni e alle caviglie. Da 2 settimane e mezzo è a casa in attesa di essere chiamata per un ciclo di riabilitazione cardiologica. È stata dimessa con una terapia di: Alle ore 8: 1 compressa di bisoprololo 2.5 mg; 2 compresse di lasix 25 mg; 1 compressa di ramipril 5 mg; 1 compressa di omeprazolo 20 mg; 1 compressa di acido folico Alle ore 12: 1 compressa di asa 100 mg; 1 compressa di lasix 25 mg (solo nei gg pari) Alle ore 20: 1 compressa di allopurinolo 300 mg Vi pongo la mia questione: Il suo medico di base dopo aver visto gli esami del sangue ha deciso di togliere il lasix delle 12 fino a che non comparivano pancia o gambe gonfie. Dopo una settimana di interruzione abbiamo ripreso a darglielo. Da 5 giorni gli ha sospeso il ramipril 5 mg, dopo che per 4 gg ha fatto la prova dimezzando la dose, perchè la pressione di mia mamma da mattina a sera oscilla tra i 100/115 di massima e tra i 50/67 di minima. Volevo sapere se era una buona cosa sospendere il ramipril, o se è meglio darglielo lo stesso magari con dose 2.5 mg. Vi ho scritto perché siete la prima associazione con cui si può parlare.

    Risponde il Prof. Salvatore di Somma, Direttore del Comitato Scientifico AISC

    È abbastanza comune dopo la dimissione dall'ospedale dopo un episodio di scompenso cardiaco acuto dover ricorrere a piccole modifiche della terapia in funzione delle singole risposte terapeutiche dei vari numerosi farmaci. Proprio per tale motivo i periodi riabilitazione cardiologica (come quello che è stato correttamente prescritto per sua madre) rappresentano una buona soluzione per questi pazienti.

    Nell’ attesa di tale importante fase credo che il medico curante sia assolutamente in grado di trovare la soluzione migliore per gli aggiustamenti terapeutici più utili per sua madre.

    Nello specifico è difficile darle un consiglio sulla necessità o meno di sospensione della terapia con ace-inibitore (ramipril) non avendo la possibilità di accedere ad ulteriori valutazioni cliniche, oltre ai valori pressori, che sicuramente invece il suo medico curante ha potuto fare.

    Quindi in conclusione.

    Pur comprendendo il suo stato di giusta preoccupazione per sua madre le consiglierei comunque di attenersi strettamente alle indicazioni del medico curante nella attesa che tale ricovero per la riabilitazione arrivi quanto prima.

  • Buonasera vorrei se è possibile delle direttive per un programma di esercizi per scompenso cardiaco da eseguire a casa. Faccio già mezzora di bici al mattino e mezza al pomeriggio quando non piove se no idem con la ciclette e anche esercizi fisici.

    Gentile Sig. ****,

    Grazie della sua richiesta.

    Recenti evidenze della letteratura internazionale  e  le ultime linee guida 2016 della società Europea di Cardiologa sicuramente consigliano l'attività fisica per i pazienti con scompenso cardiaco.In particolare un recente studio Svedese dimostra che 20 min al giorno di esercizio in bicicletta in pianura senza sforzi isometrici hanno un beneficio terapeutico in tali pazienti.

    La sua domanda più specifica sulla cyclette è anche pertinente ed il nostro consiglio è di essere sicuro che usando la cyclette al coperto Lei esegua uno esercizio di intensità analoga a quella che fa in bicicletta all'aperto.

    Le consiglio tuttavia di concordare tale attività fisica sempre anche con il suo medico curante che meglio di me conosce il reale stato della sua patologia e potrà meglio personalizzare la gradazione di esercizio per Lei consigliato.

    Non esiti a ricontattarci in futuro per ogni ulteriore chiarimenti

    cordiali saluti

  • Gentile AISC, desidero approfondire e conoscere l'origine e insorgenza delle extrasistoli sopra ventricolari che da circa un anno avverto.

    Egregio Sig…, nel suo caso, dopo aver consultato un cardiologo di sua fiducia, per la visita clinica concordi con il cardiologo stesso la possibilità di eseguire un ecg ed eventalmente un ecocardiogramma con color doppler, ed in ultima analisi un ecg 24 ore metodo holter. Ma ci raccomandiamo di eseguire tali esami solo dopo averli concordati con il suo cardiologo

  • Ho 50 anni e da mesi ho una tosse (spesso la notte) secca che mi toglie il respiro e battiti cuore irregolari. Affanno e gambe gonfie. Grazie

    Gentile …Considerati i sintomi che riferisce le consiglierei di consultare con una certa celerità il suo medico di fiducia per valutare alla luce di una attenta visita clinica la eventuale presenza od esclusione di patologie cliniche incluso lo scompenso cardiaco.
    In sostanza I sintomi da lei riferiti meritano un approfondimento con una visita medica in tempi molto brevi.

  • Mio padre è anziano e ha scompenso cardiaco : Quanta acqua deve bere per mediare tra l'assenza di stimolo tipica dell'anziano e lo scompenso cardiaco?

    Risponde il Professor Salvatore Di Somma, Direttore scientifico AISC:

    Caro Amico di AISC la segreteria mi ha richiesto di rispondere al suo quesito in qualità di responsabile scientifico dell'associazione. La domanda sulla quantità di acqua da assumere giornalmente per i pazienti in scompenso cardiaco è ovviamente frequente e pertinente.

    La risposta è che : in generale una restrizione nell'assunzione totale di liquidi/die è raccomandata nello scompenso cardiaco ,ma nel caso i pazienti (come quasi sempre avviene) assumano diuretici)Tale restrizione non deve essere tanto drastica per evitare danni renali conseguenti ad una eccessiva disidratazione.. Ne deriva che ogni paziente scompensato alla luce della terapia in atto dovrebbe concertare con il suo medico curante la quantità personale giornaliera di liquidi da assumere.

    L'obbiettivo finale è ottenere un bilancio idrico controllato tra la quantità di liquidi totali assunti e la misurazione della diuresi nelle 24 ore in modo che risulti che la quantità di liquidi assunta nelle 24 ore sia esattamente uguale alla quantità di liquidi eliminata con la diuresi nelle stesse 24 ore. Un buon metodo per valutare ciò è anche pesarsi tutti i giorni e valutare se aumenti del peso non possano essere causati da una eccessivo introito di liquidi ed eventualmente anche di sale nei giorni precedenti. Spero di esserle stato di aiuto ,non esiti a contattarci in futuro in qualsiasi momento

  • Alla Presidenza dell’AISC Mando una riflessione a caldo della riunione di questa sera La relazione della Professoressa Giannini è stata di grande interesse, come frutto di profonda competenza e esperienza. La relazione ha illustrato quanto, nell’incontro fra medico e paziente, sia utile anzi necessario tener conto delle componenti psicologiche.  Ringrazio l’Associazione per aver offerto questa opportunità. Vorrei suggerire, qualora si creda opportuno, che si dedichi un incontro come quello di oggi al tema dei fattori psichici che favoriscono o affrettano o ritardano l’insorgere di disturbi cardiaci, e che rendono più facile o più difficile il recupero e il mantenimento della salute dopo i rispettivi interventi. Rinnovo il mio ringraziamento.
    Cordiali saluti. D. Albino Ronco  SdB

    Siamo veramente lieti che abbia trovato molto interessante l’incontro di ieri. Devo dire che la prof.ssa Giannini è stata molto brava, ma ho trovato veramente interessante il dibattito che ne è seguito. Passeremo la Sua richiesta al Comitato Scientifico e cercheremo con l’anno prossimo di mettere in programma l’incontro da Lei suggerito.

    Grazie di essere venuto e ci auguriamo di incontrarLa anche in occasione del prossimo incontro previsto per il 15 dicembre.

    Molti cordiali saluti

    Maria Rosaria Di Somma

    Responsabile Relazioni Esterne

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