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Domande frequenti
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Domande frequenti

LE DOMANDE DEL PAZIENTE

  • Volevo sapere i benefici di Entresto sul cuore e sulla FE. Io lo uso da circa un mese 24 - 26 mg

    Risponde il Prof. Salvatore di Somma, Direttore del Comitato Scientifico AISC

    Gentile Sig.******

    Grazie della sua domanda.

    I Benefici in pazienti che assumono terapia con Entresto sono stati evidenziati in un importante studio internazionale dove tale farmaco è stato confrontato con Enalapril, un altro farmaco usato da molti anni con successo per l'insufficienza cardiaca. I pazienti che hanno partecipato allo studio erano affetti da insufficienza cardiaca cronica con sintomi manifesti della malattia e ridotta frazione di eiezione del ventricolo sinistro del cuore. Nel gruppo trattato con Entresto, il 21,8 % dei pazienti è deceduto per problemi cardiaci e circolatori oppure è stato ospedalizzato per insufficienza cardiaca rispetto al 26,5 % (1 117 su 4 212) dei pazienti trattati con Enalapril. Durante tale periodo hanno assunto il medicinale mediamente per circa 24 mesi.

    Quindi è evidente che l'uso di Entresto si può associare ad aumento della sopravvivenza in pazienti con scompenso cardiaco cronico con frazione di eiezione ridotta ed ad una riduzione degli eventi acuti di scompenso di cuore.

    Dallo studio si evince anche che bisogna assumere il farmaco almeno per 24 mesi e comunque probabilmente finché è possibile,sempre monitorandone gli effetti tramite controlli periodici con il Cardiologo/Medico curante che la invitiamo a rispettare sempre.

  • Vi scrivo perché da un mese esatto io e la mia mamma siamo entrate a far parte del "club" dello scompenso cardiaco. Un mese esatto fa mia mamma che ha 72 anni ha avuto uno scompenso cardiaco acuto con acqua nei polmoni e alle caviglie. Da 2 settimane e mezzo è a casa in attesa di essere chiamata per un ciclo di riabilitazione cardiologica. È stata dimessa con una terapia di: Alle ore 8: 1 compressa di bisoprololo 2.5 mg; 2 compresse di lasix 25 mg; 1 compressa di ramipril 5 mg; 1 compressa di omeprazolo 20 mg; 1 compressa di acido folico Alle ore 12: 1 compressa di asa 100 mg; 1 compressa di lasix 25 mg (solo nei gg pari) Alle ore 20: 1 compressa di allopurinolo 300 mg Vi pongo la mia questione: Il suo medico di base dopo aver visto gli esami del sangue ha deciso di togliere il lasix delle 12 fino a che non comparivano pancia o gambe gonfie. Dopo una settimana di interruzione abbiamo ripreso a darglielo. Da 5 giorni gli ha sospeso il ramipril 5 mg, dopo che per 4 gg ha fatto la prova dimezzando la dose, perchè la pressione di mia mamma da mattina a sera oscilla tra i 100/115 di massima e tra i 50/67 di minima. Volevo sapere se era una buona cosa sospendere il ramipril, o se è meglio darglielo lo stesso magari con dose 2.5 mg. Vi ho scritto perché siete la prima associazione con cui si può parlare.

    Risponde il Prof. Salvatore di Somma, Direttore del Comitato Scientifico AISC

    È abbastanza comune dopo la dimissione dall'ospedale dopo un episodio di scompenso cardiaco acuto dover ricorrere a piccole modifiche della terapia in funzione delle singole risposte terapeutiche dei vari numerosi farmaci. Proprio per tale motivo i periodi riabilitazione cardiologica (come quello che è stato correttamente prescritto per sua madre) rappresentano una buona soluzione per questi pazienti.

    Nell’ attesa di tale importante fase credo che il medico curante sia assolutamente in grado di trovare la soluzione migliore per gli aggiustamenti terapeutici più utili per sua madre.

    Nello specifico è difficile darle un consiglio sulla necessità o meno di sospensione della terapia con ace-inibitore (ramipril) non avendo la possibilità di accedere ad ulteriori valutazioni cliniche, oltre ai valori pressori, che sicuramente invece il suo medico curante ha potuto fare.

    Quindi in conclusione.

    Pur comprendendo il suo stato di giusta preoccupazione per sua madre le consiglierei comunque di attenersi strettamente alle indicazioni del medico curante nella attesa che tale ricovero per la riabilitazione arrivi quanto prima.

  • Buonasera vorrei se è possibile delle direttive per un programma di esercizi per scompenso cardiaco da eseguire a casa. Faccio già mezzora di bici al mattino e mezza al pomeriggio quando non piove se no idem con la ciclette e anche esercizi fisici.

    Gentile Sig. ****,

    Grazie della sua richiesta.

    Recenti evidenze della letteratura internazionale  e  le ultime linee guida 2016 della società Europea di Cardiologa sicuramente consigliano l'attività fisica per i pazienti con scompenso cardiaco.In particolare un recente studio Svedese dimostra che 20 min al giorno di esercizio in bicicletta in pianura senza sforzi isometrici hanno un beneficio terapeutico in tali pazienti.

    La sua domanda più specifica sulla cyclette è anche pertinente ed il nostro consiglio è di essere sicuro che usando la cyclette al coperto Lei esegua uno esercizio di intensità analoga a quella che fa in bicicletta all'aperto.

    Le consiglio tuttavia di concordare tale attività fisica sempre anche con il suo medico curante che meglio di me conosce il reale stato della sua patologia e potrà meglio personalizzare la gradazione di esercizio per Lei consigliato.

    Non esiti a ricontattarci in futuro per ogni ulteriore chiarimenti

    cordiali saluti

  • Gentile AISC, desidero approfondire e conoscere l'origine e insorgenza delle extrasistoli sopra ventricolari che da circa un anno avverto.

    Egregio Sig…, nel suo caso, dopo aver consultato un cardiologo di sua fiducia, per la visita clinica concordi con il cardiologo stesso la possibilità di eseguire un ecg ed eventalmente un ecocardiogramma con color doppler, ed in ultima analisi un ecg 24 ore metodo holter. Ma ci raccomandiamo di eseguire tali esami solo dopo averli concordati con il suo cardiologo

  • Ho 50 anni e da mesi ho una tosse (spesso la notte) secca che mi toglie il respiro e battiti cuore irregolari. Affanno e gambe gonfie. Grazie

    Gentile …Considerati i sintomi che riferisce le consiglierei di consultare con una certa celerità il suo medico di fiducia per valutare alla luce di una attenta visita clinica la eventuale presenza od esclusione di patologie cliniche incluso lo scompenso cardiaco.
    In sostanza I sintomi da lei riferiti meritano un approfondimento con una visita medica in tempi molto brevi.

  • Mio padre è anziano e ha scompenso cardiaco : Quanta acqua deve bere per mediare tra l'assenza di stimolo tipica dell'anziano e lo scompenso cardiaco?

    Risponde il Professor Salvatore Di Somma, Direttore scientifico AISC:

    Caro Amico di AISC la segreteria mi ha richiesto di rispondere al suo quesito in qualità di responsabile scientifico dell'associazione. La domanda sulla quantità di acqua da assumere giornalmente per i pazienti in scompenso cardiaco è ovviamente frequente e pertinente.

    La risposta è che : in generale una restrizione nell'assunzione totale di liquidi/die è raccomandata nello scompenso cardiaco ,ma nel caso i pazienti (come quasi sempre avviene) assumano diuretici)Tale restrizione non deve essere tanto drastica per evitare danni renali conseguenti ad una eccessiva disidratazione.. Ne deriva che ogni paziente scompensato alla luce della terapia in atto dovrebbe concertare con il suo medico curante la quantità personale giornaliera di liquidi da assumere.

    L'obbiettivo finale è ottenere un bilancio idrico controllato tra la quantità di liquidi totali assunti e la misurazione della diuresi nelle 24 ore in modo che risulti che la quantità di liquidi assunta nelle 24 ore sia esattamente uguale alla quantità di liquidi eliminata con la diuresi nelle stesse 24 ore. Un buon metodo per valutare ciò è anche pesarsi tutti i giorni e valutare se aumenti del peso non possano essere causati da una eccessivo introito di liquidi ed eventualmente anche di sale nei giorni precedenti. Spero di esserle stato di aiuto ,non esiti a contattarci in futuro in qualsiasi momento

  • Alla Presidenza dell’AISC Mando una riflessione a caldo della riunione di questa sera La relazione della Professoressa Giannini è stata di grande interesse, come frutto di profonda competenza e esperienza. La relazione ha illustrato quanto, nell’incontro fra medico e paziente, sia utile anzi necessario tener conto delle componenti psicologiche.  Ringrazio l’Associazione per aver offerto questa opportunità. Vorrei suggerire, qualora si creda opportuno, che si dedichi un incontro come quello di oggi al tema dei fattori psichici che favoriscono o affrettano o ritardano l’insorgere di disturbi cardiaci, e che rendono più facile o più difficile il recupero e il mantenimento della salute dopo i rispettivi interventi. Rinnovo il mio ringraziamento.
    Cordiali saluti. D. Albino Ronco  SdB

    Siamo veramente lieti che abbia trovato molto interessante l’incontro di ieri. Devo dire che la prof.ssa Giannini è stata molto brava, ma ho trovato veramente interessante il dibattito che ne è seguito. Passeremo la Sua richiesta al Comitato Scientifico e cercheremo con l’anno prossimo di mettere in programma l’incontro da Lei suggerito.

    Grazie di essere venuto e ci auguriamo di incontrarLa anche in occasione del prossimo incontro previsto per il 15 dicembre.

    Molti cordiali saluti

    Maria Rosaria Di Somma

    Responsabile Relazioni Esterne

  1. Buongiorno sono un vostro Associato. Dal mese di ottobre il mio medico non mi prescrive più l'omoprazen in quanto su disposizione ministeriale non ritenuto necessario. Ho inviato una mail all'AIFA ed ho ottenuto la risposta che vi invio in allegato. Vorrei per cortesia conoscere anche il vostro parere. Grazie per l'attenzione.

    Risposta AIFA Agenzia Italiana del Farmaco In merito al suo quesito desideriamo comunicarle che come Centro Informazione Indipendente non possiamo entrare nel merito di singoli casi clinici senza andare oltre il nostro mandato istituzionale. 

    Per quanto di nostra competenza la informiamo che i farmaci gastroprotettori sono prescrivibili a carico del SSN con le limitazioni di due Nota Aifa, la Nota 1 e la Nota 48, a seconda delle indicazioni terapeutiche.  

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  • Cosa devo portare alle visite di controllo?
    Ogni volta che si va dal medico per una visita, è importante portare con se:
    • terapia domiciliare in atto (dosaggio e frequenza);
    • ultimo elettrocardiogramma;
    • ultimo ecocardiogramma;
    • ultimi esami ematochimici (emocromo+creatinina);
    • lettera di dimissione ricovero precedente o visita ambulatoriale.
  • Che dieta devo seguire? Cosa posso e non posso mangiare? 
    In linea generale, per i pazienti scompensati valgono i principi alla base di un’alimentazione corretta ed equilibrata. In particolare, è opportuno limitare l’assunzione di grassi saturi, notoriamente nocivi per la salute cardiovascolare. Ciò significa ridurre il consumo di carne, soprattutto rossa, insaccati, uova o latticini interi, garantendo però un apporto equilibrato di proteine attraverso pesce, cereali, legumi e molti tipi di frutta e verdura. Inoltre, dato che i diuretici (che devono essere assunti dai pazienti con scompenso per contrastare la ritenzione idrica) possono ridurre i livelli di potassio nell’organismo, è importante integrare la dieta con alimenti ricchi di questo elemento, come banane, albicocche, prugne, soia, melone, legumi, patate e pesci come trota o merluzzo.

    Per quanto riguarda i liquidi, si consiglia di limitarne l’assunzione a 1,5/2 litri al giorno, riducendo anche il consumo di bevande alcoliche (non più di 1-2 bicchieri e solo se le condizioni di salute non sono troppo gravi; niente superalcolici).

    Queste sono, comunque, indicazioni di massima e, nel mettere a punto la dieta di un paziente con scompenso cardiaco, si deve tenere conto di numerosi fattori, personali e clinici, a cominciare dall’entità della condizione. Per definire il regime alimentare più appropriato in relazione alle proprie necessità, si consiglia di fare riferimento al proprio medico e/o a un dietologo.

CONTATTI

AISC Associazione Italiana Scompensati Cardiaci
Telefono: +39 3387473575 – 06 54220296
Fax 06 99 36 76 13
Email: segreteria@associazioneaisc.org

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